L’EUROPA SI DISSOLVE

una bella famiglia

una bella famiglia

Quando abbiamo deciso di espatriare abbiamo accuratamente evitato di prendere in considerazione un altro Stato europeo, convinti del nero futuro a cui andava in contro Il Vecchio Continente. A distanza di soli pochi mesi vediamo concretizzarsi le nostre previsioni : in Olanda il re Guglielmo Alessandro in un discorso davanti alle due camere del Parlamento dice addio al welfare tradizionale. A prendere il posto dello ‘Stato sociale’ sarà una ‘società di partecipazione’, nella quale i privati cittadini dovranno investire per creare delle reti di assistenza sociale, con poco aiuto da parte del governo ( praticamente nullo ). La politica di austerity del governo olandese negli ultimi dieci anni ha già portato allo smantellamento delle indennità di disoccupazione e dei sussidi sanitari; ilPortogallo ha ceduto “ Energias de Portugal “ ( azienda elettrica statale ) ad una azienda cinese; in Grecia come in una colossale vetrina di saldi (consultabile sul sito dell’agenzia greca per le privatizzazioni, Taiped), il governo propone al miglior offerente le società partecipate dallo stato, come le aziende elettriche, dell’acqua e del gas naturale, porti, aeroporti, ferrovie e autostrade; in Islanda il nuovo governo ha interrotto le trattative con l’Unione Europea, saranno i cittadini a decidere se vogliono l’euro. E sembrerebbe proprio di no; in Italia la visita del “ Commissario Europeo agli Affari Economici “ il Finlandese Rehn è stata umiliante per i nostri governanti che, come tanti scolaretti, si sono visti affibbiare i compiti da svolgere nei prossimi mesi ( tra l’altro veramente gravosi ed ingrati ) senza alcuna possibilità di replica e saranno altre lacrime e sangue per tutti. Personalmente penso che lo Stato Sociale non possa persistere a lungo anche nel nostro Paese e ritengo che per abbattere il debito pubblico il governo sarà obbligato a seguire la strada di Grecia e Portogallo sperando di trovare investitori stranieri ben disposti nei nostri confronti. In definitiva quindi si rafforza in me la consapevolezza che il futuro non è Europeo e nemmeno Occidentale, che il Paese che ci ha ospitato fa parte del Nuovo Mondo in cui fare figli è ancora possibile, consapevoli che loro guarderanno in avanti con il sorriso dell’ottimismo.

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