ACQUA

cascata

Noi occidentali abbiamo uno strano rapporto con l’acqua. Se escludiamo alcune zone particolarmente ingrate, nella maggior parte dei casi ne abbiamo in abbondanza al punto di considerarla un problema solo in occasione di rischio di alluvioni.  Fin da piccoli ci è stato permesso di utilizzare l’acqua, oltre che per l’igiene personale, per giocare e divertirci. Io mi ricordo per esempio che riempivo la vasca da bagno per giocare con le barchette di legno o carta. Crescendo poi chi di noi non si godeva il piacere di una tonificante doccia alla giusta temperatura trattenendosi ben più del necessario sotto il getto ? Bene, in queste isole se c’è un black-out di 24 ore nessuno se ne preoccupa ( cosa che ci farebbe uscire di senno..) : l’unica preoccupazione riguarda l’acqua. Nelle famiglie, che qui sono molto numerose, sono i ragazzini di 8/10 anni coloro che sono addetti quotidianamente al rifornimento idrico: non esistono acquedotti che te la portano a casa, ma bisogna andare a prendersela con contenitori vari tutti i giorni. A volte il primo pozzo disponibile dista anche alcuni kilometri ! I più fortunati hanno trovato acqua nel loro terreno e durante la stagione  secca la centellinano accuratamente. Noi abbiamo dovuto imparare come utilizzare al meglio la nostra riserva: abbiamo un pozzo che il primo anno abbiamo seccato rapidamente. In seguito, avendo capito come non sprecare stupidamente l’acqua, siamo andati molto meglio. Nel nostro Paese natale eravamo abituati a vedere una giornata di pioggia come una cosa triste e malinconica. Qui quando piove sono tutti più sereni e così siamo diventati anche noi.

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